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Sopravvivenza degli impianti con connessione conometrica Morse e platform switching

CoautoreAlfonso Di Mambro
Pubblicato suThe International Journal of Oral & Maxillofacial Implants, 2016
Tempo di lettura3 min
Pubblicazione scientificaCoautore: Dott. Alfonso Di Mambro, odontoiatra

Questo studio clinico prospettico ha analizzato la sopravvivenza a medio termine degli impianti con connessione conometrica Morse e platform switching, con particolare attenzione ai fattori biologici, anatomici e biomeccanici che possono influenzare il risultato.

Obiettivo dello studio

La ricerca è stata progettata per valutare la sopravvivenza implantare fino a cinque anni e per individuare le variabili associate a un rischio maggiore o minore di fallimento. L’attenzione non si è quindi concentrata soltanto sul tipo di connessione implantare, ma sull’intero contesto clinico, comprese le dimensioni dell’impianto e il tipo di riabilitazione protesica.

Disegno dello studio e metodologia

Sono stati inseriti 748 impianti in 350 pazienti. I controlli sono stati programmati alla seconda fase chirurgica e successivamente a 6, 12, 24, 36 e 60 mesi. In una prima fase gli impianti sono stati riabilitati con restauri provvisori in resina acrilica cementata; a sei mesi erano previste le riabilitazioni definitive in metallo-ceramica.

La sopravvivenza è stata analizzata a livello del paziente mediante metodi statistici dedicati, con l’obiettivo di valutare sia il risultato complessivo sia il peso delle diverse variabili cliniche considerate.

Risultati principali

Durante un follow-up medio di circa 40 mesi, 28 pazienti sono stati classificati come fallimenti. La sopravvivenza cumulativa riportata è stata di circa il 92%. Nei pazienti riabilitati con corona singola implantare il valore era prossimo al 90%, mentre nei pazienti con protesi fissa supportata da impianti era di circa il 93%.

Nel campione analizzato, diametro e lunghezza implantare hanno mostrato un’associazione statisticamente significativa con la probabilità di fallimento. I risultati suggeriscono quindi che anche gli aspetti biomeccanici possano contribuire in modo rilevante alla prognosi implantare.

Rilevanza clinica

Lo studio sostiene una visione ampia della pianificazione implantare. Il tipo di connessione rappresenta solo uno degli elementi da considerare: dimensioni implantari, distribuzione dei carichi, progetto protesico, condizioni ossee e caratteristiche del paziente concorrono a definire l’ambiente biologico e meccanico nel quale l’impianto deve funzionare.

In pratica, la scelta dell’impianto dovrebbe essere integrata nella pianificazione del caso e non essere trattata come una decisione tecnica isolata.

Limiti e interpretazione

Si tratta di uno studio prospettico osservazionale. I risultati descrivono esiti e associazioni all’interno della popolazione analizzata e non costituiscono una garanzia di successo per il singolo paziente. La prognosi implantare dipende da molte variabili, tra cui disponibilità ossea, condizioni parodontali e sistemiche, igiene orale, fumo, carico occlusale e progetto protesico.

Riferimento bibliografico completo

Cassetta M, Di Mambro A, Giansanti M, Brandetti G. The Survival of Morse Cone-Connection Implants with Platform Switch. Int J Oral Maxillofac Implants. 2016;31(5):1031-1039. DOI: 10.11607/jomi.4225.

Fonti

Scheda PubMed · DOI e pubblicazione originale

Nota editoriale: questa pagina propone una sintesi originale in italiano basata sulla pubblicazione scientifica citata. Non riproduce integralmente il testo protetto dell’editore.

Dott. Alfonso Di Mambro, odontoiatra

IL COAUTORE DELLA PUBBLICAZIONE

Dott. Alfonso Di Mambro

Odontoiatra · Studio Dentistico Alfonso Di Mambro

Alfonso Di Mambro è odontoiatra e coautore di ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali, con lavori in implantologia, chirurgia computer-guidata e ortodonzia. Il suo percorso professionale comprende quattro anni di esperienza accademica presso Sapienza Università di Roma e un aggiornamento clinico e scientifico continuo.